Costruire un sistema di fitodepurazione per acque grigie

Costruire un sistema di fitodepurazione per acque grigie
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Le acque grigie, quelle che escono da lavandini, docce e lavatrici, costituiscono la parte più voluminosa delle acque reflue domestiche e la più facile da trattare. Con un sistema di fitodepurazione a flusso orizzontale puoi depurarle senza elettricità, senza prodotti chimici e senza manutenzione quotidiana, usando solo ghiaia, un telo impermeabile e alcune piante acquatiche. È una soluzione che si integra bene con altre tecniche di gestione autonoma dell’acqua, come la pompa a mano per acqua e la purificazione dell’acqua con il sole.

Che cosa sono le acque grigie

Le acque grigie sono le acque reflue che non provengono dal wc: lavandini, docce, bidet e lavatrici. Contengono saponi, shampoo, grassi, capelli, fibre di tessuto e residui di detersivo, ma non materia fecale, quindi il carico di agenti patogeni è molto più basso rispetto alle acque nere. Trattarle separatamente con la fitodepurazione permette di riutilizzarle per l’irrigazione e di ridurre il consumo di acqua potabile dal 40 al 50 percento. La regola fondamentale è la separazione degli scarichi: il wc deve restare collegato a una fossa biologica o a una toilette compostante, mai al sistema di fitodepurazione.

Dimensionamento del bacino

Il dimensionamento parte dal volume giornaliero di acque grigie prodotte. Una famiglia di quattro persone genera in media 80-120 litri al giorno, con punte al mattino e alla sera. La superficie del letto si calcola con un parametro di 1,5-2 metri quadrati per abitante: per quattro persone servono quindi da 6 a 8 metri quadrati. La profondità utile dello strato di ghiaia è di 60-80 centimetri, con una leggera pendenza dell’1-2 percento dal punto di ingresso verso l’uscita per garantire il deflusso naturale.

Materiali necessari

  • Telo HDPE spesso 1 mm, oppure Argilla compattata in uno strato di 30 centimetri, per l’impermeabilizzazione
  • Ghiaia di fiume lavata in due granulometrie: grossa (20-40 mm) per le zone di ingresso e uscita, media (8-16 mm) per il corpo del letto
  • Tubi in PVC forati per la distribuzione e la raccolta dell’acqua
  • Geotessuto, il tessuto non tessuto usato in edilizia, per separare gli strati e proteggere il telo
  • Piante depuratrici: cannuccia di palude (Phragmites australis), giunco, tifa e iris giallo
  • Pozzetto di raccolta all’uscita, in plastica o muratura

Costruzione del letto a flusso orizzontale

Scavo e impermeabilizzazione

Scava una trincea rettangolare delle dimensioni calcolate, con pendenza dell’1-2 percento verso l’uscita. Livella il fondo e rimuovi le pietre che potrebbero bucare il telo. Rivesti fondo e pareti con il telo HDPE, sovrapponendo i bordi di almeno 20 centimetri e sigillando i giunti con nastro butilico. In alternativa, compatta a mano o con un pestello uno strato di Argilla spesso 30 centimetri, che funziona da barriera naturale. Prima di proseguire, fai una prova di tenuta: riempi il bacino con acqua pulita e controlla per 48 ore che il livello non scenda.

Strati di ghiaia e piantumazione

Stendi sul fondo il geotessuto per proteggere il telo, poi riempi con ghiaia grossa per i primi 20-25 centimetri. Sopra, uno strato di ghiaia media fino a circa 10 centimetri sotto il bordo superiore. Pianta direttamente nella ghiaia le specie acquatiche, con una densità di 4-6 piante per metro quadrato: le radici, in particolare quelle della cannuccia di palude, scendono in profondità e ossigenano il substrato, creando l’ambiente ideale per i microrganismi aerobici che degradano la sostanza organica. La tifa è la più vigorosa e va tenuta sotto controllo; l’iris giallo aggiunge colore e resiste bene anche in inverno.

Distribuzione e raccolta

All’ingresso, un tubo in PVC forato posato sulla ghiaia grossa distribuisce l’acqua su tutta la larghezza del letto. All’uscita, un secondo tubo forato, più in basso, raccoglie l’acqua depurata e la convoglia in un pozzetto di raccolta. Per regolare il livello dell’acqua nel letto, installa sullo scarico un tubo a gomito orientabile o un sifone: il pelo d’acqua deve restare 5-10 centimetri sotto la superficie della ghiaia, così le radici restano bagnate ma la superficie non ristagna, evitando odori e zanzare.

Messa in funzione e tempi di ritenzione

Non immettere subito le acque grigie. Per le prime 2-3 settimane fai scorrere solo acqua pulita, per lavare il materiale fine della ghiaia e far stabilizzare la colonia batterica. Poi inizia con volumi crescenti, partendo da un quarto del carico giornaliero. Il tempo di ritenzione idraulica, cioè il tempo che l’acqua impiega ad attraversare il letto, deve essere di 5-10 giorni: in questo intervallo il sistema abbatte fino al 90 percento del BOD, la domanda biochimica di ossigeno, e gran parte di azoto e fosforo, assorbiti dalle piante e trasformati dai batteri. Se l’acqua esce torbida o maleodorante, aumenta la superficie utile o riduci i volumi immessi.

Manutenzione annuale

La manutenzione è minima ma va fatta con costanza. Una volta all’anno, in autunno, sfalcia le piante a livello della ghiaia e allontana i residui, che non vanno lasciati nel letto. Ogni 3-5 anni, o quando la portata diminuisce, pulisci la zona di ingresso dai sedimenti e sostituisci la ghiaia intasata. Controlla ogni mese che i tubi non siano ostruiti, che il livello dell’acqua sia costante e che il pozzetto di raccolta sia libero. In inverno il sistema rallenta ma non si ferma: la cannuccia di palude entra in riposo vegetativo e l’attività batterica cala con la temperatura.

Utilizzi dell’acqua trattata

L’acqua in uscita è adatta all’irrigazione di alberi da frutto, siepi e piante ornamentali, mai a ortaggi le cui parti commestibili toccano il terreno e mai a uso domestico o alimentare. Se la usi con un impianto a goccia, filtra i residui con un tessuto o una calza di nylon sul pozzetto. Non accumulare l’acqua trattata per settimane senza movimento: meglio usarla entro pochi giorni. In caso di dubbi sulla qualità, soprattutto se in famiglia ci sono bambini o persone fragili, fai analizzare un campione prima del primo utilizzo.

⚠️ Segui queste istruzioni con cautela. L’autore non è responsabile per eventuali danni o lesioni derivanti dall’applicazione delle tecniche descritte.

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