Costruire un arco in legno per la caccia di sussistenza

Costruire un arco in legno per la caccia di sussistenza
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Un arco in legno massello è uno degli strumenti di caccia più antichi e affidabili che puoi costruire a mano, con pochi attrezzi e materiali reperibili quasi ovunque. Per la caccia di sussistenza, ovvero quella finalizzata al procurarsi cibo, non servono archi moderni in fibra di carbonio: un arco lungo in legno, ben costruito e bilanciato, è sufficiente per abbattere piccola e media selvaggina a distanze operative di 15-30 metri. Questa guida ti porta dall’albero al primo tiro, passando per stagionatura, sbozzatura, tillering e realizzazione di frecce.

Scegliere il legno giusto

Il legno è il cuore dell’arco: deve essere elastico, resistente e capace di tornare alla forma originale dopo la flessione. Le specie migliori per un arco da caccia sono il tasso, considerato da molti il migliore in assoluto, il frassino, l’olmo e l’acero. In mancanza di queste, puoi provare con robinia, noce o anche castagno, ma con risultati meno brillanti.

Cerca un ramo o un giovane tronco dritto, senza nodi, crepe o torsioni, con un diametro di 6-9 centimetri e una lunghezza di 170-190 centimetri. Il legno ideale è quello di un albero cresciuto in un bosco fitto, dove i rami si sviluppano dritti in cerca di luce. Evita legni con venature spirali: si torceranno sotto sforzo.

Stagionare il legno

Il legno fresco non può diventare un arco: perderebbe troppa umidità durante la lavorazione e si creperebbe. La stagionatura dura da 3 a 6 mesi, ma puoi accorciarla con un trucco: taglia il ramo, sigilla le due estremità con cera o pece per rallentare l’essiccazione dai tagli, e togli la corteccia solo quando vuoi iniziare a lavorare. Conserva il legno in un luogo asciutto e ombreggiato, appoggiato in piano per evitare che si incurvi.

Un test rapido di prontezza: la superficie deve risultare asciutta al tatto e il legno deve aver perso gran parte del peso iniziale. Se non hai tempo di aspettare mesi, puoi usare un ramo già secco trovato in bosco, ma ispezionalo con attenzione alla ricerca di crepe interne.

Sbozzare l’arco

Con l’ascia, riduci il ramo alla forma grezza: più spesso al centro, più sottile verso le estremità. L’impugnatura deve essere alta 10-12 centimetri e spessa circa 4-5 centimetri, mentre i flettenti (le due braccia dell’arco) si assottigliano progressivamente verso le punte, fino a 2-2,5 centimetri di spessore nella parte terminale.

Lavora seguendo la venatura del legno, mai contro. Con il coltello rifinisci la sezione, portando i flettenti a una forma lenticolare o a D. La pancia dell’arco (il lato rivolto verso di te quando tiri) deve essere piatta o leggermente arrotondata, mentre il dorso (il lato rivolto verso il bersaglio) deve essere convesso: è il dorso a lavorare in trazione e non deve mai presentare intagli che indebolirebbero le fibre.

Il tillering: bilanciare i flettenti

Il tillering è la fase in cui l’arco viene piegato progressivamente per verificare che entrambi i flettenti si fletteranno in modo uniforme. Si costruisce una tillering tree: una tavola con tacche a intervalli di 5 centimetri, su cui si appende l’arco con un cordino provvisorio, aggiungendo peso in basso per simulare la trazione.

Regola pratica: a ogni livello di flessione, osserva la curvatura dei due flettenti. Dove il legno non si piega, rimuovi piccole quantità di legno con il coltello o la raspa, e ripeti. Il processo è lento e richiede pazienza: togliere troppo legno da un punto significa rovinare l’arco. Prosegui fino a ottenere una curvatura uniforme e la potenza desiderata, compresa tra 10 e 30 chilogrammi di trazione.

Costruire la corda

La corda deve essere resistente, poco elastica e con occhielli alle estremità per agganciarsi alle punte dell’arco. Una buona scelta è la fibra sintetica intrecciata (paracord o filo da pesca ritorto), ma puoi usare anche tendine animale intrecciato, la soluzione tradizionale: si ricava dai tendini delle zampe posteriori di ungulati, si battono per sfilacciarli e si intrecciano in un cavo sottile e robusto.

La lunghezza della corda è inferiore alla distanza tra le punte dell’arco: 8-10 centimetri in meno per un arco lungo. In questo modo l’arco resta leggermente piegato anche a riposo (brace). Proteggi la corda con un rivestimento di cera per allungarne la vita e rendere il tiro più fluido.

Realizzare le frecce

Le frecce si costruiscono con rami dritti di nocciolo o canna, lunghi quanto la distanza tra il tuo petto e la tua mano tesa (circa 70-80 centimetri). Il fusto deve essere dritto e uniforme: puoi raddrizzarlo scaldandolo leggermente sul fuoco e stirandolo tra le mani, operazione da ripetere con cautela per non bruciare il legno.

Le punte possono essere in pietra scheggiata (selce, ossidiana, quarzo) fissata con tendine o cordino e resina di pino, oppure in metallo ricavato da chiodi o lamiere. L’impennaggio con tre penne di uccello, fissate a spirale con cordino e colla, stabilizza la freccia in volo. All’estremità opposta incidi la tacca per la corda, profonda circa 5 millimetri.

Tecniche di tiro per la caccia di sussistenza

Il tiro di sussistenza non ha nulla a che vedere con il tiro sportivo: si caccia da appostamento o in avvicinamento silenzioso, mai inseguendo la preda. Impara a tirare da fermo, con la schiena dritta, l’arco impugnato senza stringere e la corda portata fino alla commessura delle labbra o alla radice del naso, lo stesso punto di riferimento a ogni tiro.

Per la piccola selvaggina (conigli, lepri, uccelli) punta al torace, mai alla testa in movimento. Per la media selvaggina (capriolo, cinghiale piccolo) il colpo valido è quello al cuore o ai polmoni, subito dietro la spalla. Dopo il tiro, aspetta 15-30 minuti prima di seguire la traccia di sangue: una preda ferita che si muove troppo presto inseguita si perde.

Manutenzione e conservazione

Un arco in legno vive a lungo se trattato bene. Non lasciarlo mai piegato a riposo: togli la corda dopo l’uso. Proteggilo dall’umidità con un sottile strato di grasso animale o olio di lino, applicato con un panno, ed evita di esporlo a sbalzi termici. Controlla periodicamente i flettenti per individuare piccole crepe o spaccature: ai primi segni, smetti di usarlo e rinforza la zona con un avvolgimento di tendine o cordino imbevuto di colla.

La potenza dell’arco si regola nella fase di tillering: se è troppo duro da tendere, assottiglia leggermente i flettenti; se è debole, non puoi aggiungere legno, quindi dovrai ricominciare da un pezzo più robusto. Per questo conviene costruire due archi in parallelo: mentre uno lavora, l’altro stagiona.

⚠️ Segui queste istruzioni con cautela. L’autore non è responsabile per eventuali danni o lesioni derivanti dall’applicazione delle tecniche descritte.

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